CRI a Genova, crollo del ponte Morandi

E' andato avanti per tutta la notte, senza sosta, e proseguirà anche nei prossimi giorni il lavoro dei 54 operatori delle squadre speciali SMTS e dei volontari del Comitato CRI Regione Liguria e Lombardia sul luogo del crollo del Ponte Morandi a Genova.

Una quindicina gli operatori del Servizio Psicosociale (SeP) che, invece, stanno fornendo tutto il supporto necessario ai familiari delle vittime, alle centinaia di sfollati e ai volontari che stanno scavando nella zona rossa. "Abbiamo immediatamente allestito un punto di raccordo per i familiari delle vittime, cercando di dare loro informazioni, ma soprattutto supporto e ristoro", ha spiegato Daniela Calabrese, referente regionale SEP Liguria.

La testimonianza
"Abbiamo fatto capire loro l'importanza di riposare, tranquillizzandoli, per quanto possibile, sul fatto che li avremmo immediatamente informati di eventuali notizie", ha proseguito il suo racconto Calabrese. "Tuttavia c'è stata una mamma che non si è voluta spostare dalla zona rossa ed è rimasta lì tutta la notte, in attesa che estraessero il corpo del figlio".
Nonostante l'alto livello di preparazione, anche tra i volontari c'è stato qualcuno che ha necessitato di aiuto psicologico: "Non si è mai preparati fino in fondo per estrarre corpi di bambini dalle macerie".
 
Le altre attività della CRI
Anche per questo sono stati allestiti un presidio fisso e un punto mensa in supporto delle nostre squadre speciali, dei volontari e di tutto il personale al lavoro nella zona del Ponte Morandi.

Intanto, il Comitato di Genova ha già messo a disposizione una cinquantina di posti letto per le persone sfollate e altri posti letto saranno a breve attrezzati dal Comitato di Campomorone.

FONTE: https://www.cri.it